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Seminario di studioL’International Association of Gerontology and Geriatrics qualche tempo fa ha stilato un documento “Statement on End-of Life Care for Old People” che constata come la morte sia sempre più causata da malattie cronico-degenerative che determinano un lungo periodo di vita connotata da fragilità e da disabilità ancor prima della morte.Da qui la preoccupazione di assicurare un’ assistenza migliore  e di elaborare più coerenti interventi sociali ed assistenziali per le persone affette da malattie inguaribili.

Questa importante raccomandazione nasce purtroppo dall’evidenza del gap che ancor oggi sussiste tra i bisogni delle persone alla fine della vita e l’assistenza che in realtà viene offerta.

I nodi critici più importanti sembrano almeno tre:

·       Il luogo di cura e di morte: è noto che la maggior parte delle persone vorrebbe morire a casa propria, ma questo purtroppo avviene solo in un esiguo numero di casi.

·       Il trattamento del dolore: lo studio Eolo ha dimostrato che il 48% dei pazienti con dolore severo alla fine della vita, non vengono trattati adeguatamente.

·       La comunicazione della diagnosi: lo studio ISDOC ha evidenziato che solo il 10% dei malati oncologici in fase terminale, è stato informato circa l’inguaribilità della malattia.

In effetti, in Italia, come in tutti i Paesi Occidentali, oggigiorno il luogo dove si muore più frequentemente rimane l’ospedale.

Ma se ciò è comprensibile per le malattie acute, è invece doveroso chiederci se è un luogo “adatto”  per un paziente affetto da una malattia inguaribile.

Questa domanda porta però a farcene un’altra (che poi è il cuore del problema): perché si muore poco a casa propria?

Le cause sono sicuramente molteplici … ma alcune sembrano avere un peso determinante:

·       Il contesto culturale: medicalizzazione e privatizzazione della morte

·       L’assenza o la scarsa disponibilità della famiglia

·       La “fragilità” dei servizi territoriali

Soprattutto il deficit organizzativo dell’assistenza ai malati terminali sul territorio sembra essere un motivo che ha un peso rilevante sulla scelta del luogo dove si muore.

D’altra parte è ormai convinzione comune che la filosofia delle cure palliative rappresenti il modello d’ assistenza raccomandato a livello nazionale ed internazionale per fornire cure di qualità alla fine della vita

in tutti i setting assistenziali: ospedale, residenze per anziani, ambito domiciliare.

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