Un ammalato, che non sempre può alzarsi dal letto, ha perso lo stupore della vita, connaturato all'essenza stessa dell'uomo? È una domanda esistenziale, o una semplice considerazione? La meraviglia.  

Vorrei continuare a condividere i miei pensieri, parlando di un concetto innato nella natura umana: la “meraviglia!”

“La meraviglia è il sentimento di stupore e sorpresa suscitato da una cosa o da una situazione nuova, straordinaria o inattesa. È vista storicamente come un aspetto importante della natura umana, essendo in particolare collegata alla curiosità e alla spinta all'esplorazione intellettuale.”

La meraviglia desta ammirazione, è lo stupore che destano le cose nuove, grandiose, perfette, insolite!
Meraviglia è provare stupore davanti a piccoli aspetti della vita: un giocattolo per un bambino, due mani che si intrecciano guardando un tramonto sul mare, un paesaggio alpino.
Non avendo mai smesso di farmi domande, ho fatto alcune ricerche, con dei risultati interessanti, che ho pensato di condividere.

“Guardare il tramonto d'estate, una medicina naturale.
Abbracciati in riva al mare, rilassati in montagna o rapiti dallo skyline della città, il tramonto rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate, associato al relax e all'idea stessa di vacanza. Capace di rivelare l'immenso potere della natura, il tramonto è uno dei fenomeni naturali più affascinanti del mondo, in grado di trasmettere gioia e serenità alle persone.”

La mia domanda nasce da una considerazione: un ammalato, che non sempre può alzarsi dal letto, ha perso lo stupore della vita, connaturato all'essenza stessa dell'uomo?

È una domanda esistenziale, o una semplice considerazione?
La volta scorsa ho raccontato un episodio della mia vita legato ad una interrogazione di Storia dell'arte.
È stato un anno molto importante per me, studiavo per la prima volta la Filosofia.
Le remore iniziali si tramutarono, ben presto, in passione per lo studio della nuova materia, grazie anche alla bravissima insegnante Sala.
Il cognome è una pura omonimia, la professoressa era di Marsala, una città a venti chilometri da Mazara.
Aristotele è stato uno dei filosofi che non ho mai smesso di studiare.

“Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più̀ semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo. […]”
(Metaph. A 2, 982 b 11-21, trad. it. Giovanni Reale)

La Metafisica ci offre un interessante campionario di fenomeni meravigliosi.

Se è pur vero che la filosofia mi ha aiutato a scoprire nuovi orizzonti della vita, e soprattutto ad approfondire il mio rapporto con Dio, è altrettanto vero che lo stupore è il motore del mondo, del progresso, e dello sviluppo delle civiltà.

“E Dio vide che era cosa buona. E bella.
Lo stupore è alla base di tutto, della filosofia come della religione. Lo stupore di fronte alla bellezza intangibile della creazione, delle persone. Di un mondo non sfiorato né da guerre né da missione alcuna.”, scrive Giovanni Mazzillo.

È nel cuore della nostra umanità fin dalla nostra fanciullezza.
Lo stupore è proprio dei bambini e Gesù dice chiaramente, nel Vangelo di Matteo, che “se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.

“Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.”, afferma Albert Einstein.

Rispondendo alla domanda che mi sono posto, sul rapporto malato-meraviglia, posso affermare, senza alcun vanto, che non c'è alcuna equazione, o correlazione.
La meraviglia è un dono di Dio, che per primo ha contemplato la creazione ultimata, la propria opera perfetta.
Forse non potrò più vedere la fioritura del piccolo bucaneve color bianco crema, dalla bellezza semplice e discreta, o ammirare un paesaggio alpino, o ancora un fondale marino.
Che importa?
La meraviglia e lo stupore nascono dal profondo del cuore, non hanno bisogno dei sensi.
La gioia è dentro di noi, e niente e nessuno ce la può togliere.
Non rimandare a domani l'attimo presente che stai vivendo, perché è qui e ora, “hic et nunc”, la tua felicità.
Vivere la vita pienamente nel presente ci farà assaporare la meraviglia delle piccole cose, e il miracolo della contemplazione del Creato non ci abbandonerà mai.

“Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.” (Mt 6, 28-29)

È una bellissima pagina del Vangelo che ho sempre toccato con mano, in prima persona, e che può sintetizzare in una parola: “Provvidenza”!
Quando mi sono ammalato è stata puntuale, precisa, inaspettata!
Il teorema è dimostrato: non ho mai perso lo stupore della vita!

FONTE: https://iosonoliberodamare.blogspot.com/

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